Cenni storici

EDIT

Cenni storici


  • 1952 Fondazione dell’EDIT

    Fondazione dell’EDIT, da parte dell’Unione degli Italiani dell’Istria e di Fiume. Il primo direttore è Elda Bradičić. Il nome, acronimo di edizioni italiane, viene proposto da suo marito, Bruno Bradičić, fino a quel momento redattore di “Tecnica e sport”.

    Acquisizione del mensile “Il Pioniere” (ora “Arcobaleno”), fondato nel 1948. Acquisizione del quindicinale “Panorama”, un mese prima della nascita della stessa EDIT.

  • 1954 Cartolibreria aperta

    Viene inaugurata la cartolibreria EDIT a Fiume

  • 1959 La Voce del Popolo

    Accorpamento tra l’EDIT e “La Voce del Popolo”, il quotidiano rifondato nel anno 1944

  • 1964 La Battana

    Fondazione della rivista letteraria “La Battana”

  • 1969 Panorama Giovani

    Nasce l’inserto “Panorama Giovani” che in futuro svolgerà un ruolo importantissimo nella trasmissione ai giovani del senso di appartenenza nazionale

  • 2001 Unione Italiana

    Dopo decenni di autogestione comunista e di statalizzazione, l’EDIT diventa proprietà dell’Unione Italiana, l’organizzazione centrale e unitaria degli Italiani di Croazia e Slovenia

Nata nel 1952, l’EDIT ha raccolto “nel luogo d’origine” (poiché altri soggetti lo fanno in modo alquanto pregevole e appassionato a Trieste e in Italia, in un contesto diverso, legato alla triste vicenda dell’esodo) quel che è rimasto della ricca e vivace tradizione giornalistica in lingua italiana di quest’area: infatti la stampa periodica italiana in Istria nasce nel lontano 1807 con il “Foglio periodico istriano”, settimanale pubblicato a Capodistria, e prosegue con importanti testate quali le riviste culturali “L’Istria” dello storico Pietro Kandler (Trieste / Parenzo, 1846), “La provincia dell’Istria” (Capodistria, 1867), “La penna” (Rovigno, 1886) “Il popolo istriano” (Pola, 1898), “Pagine Istriane” (Capodistria, 1902).

C’è inoltre la vicenda della stampa quotidiana in lingua italiana che, oggi, dopo i grandi mutamenti storici del secolo scorso, continua a vivere nelle pagine de “La Voce del Popolo”, il quotidiano di Fiume rifondato nel 1944 e nel quale alla fine della II Guerra mondiale è andata a integrarsi l’ultima testata quotidiana superstite, “Il nostro giornale” che si pubblicava a Pola contemporaneamente al settimanale dell’ex zona B “La nostra lotta”. Acquisendo “La Voce” nel 1959, l’EDIT, nata sette anni prima, si configurava e si configura attualmente quale luogo centrale della produzione giornalistico – editoriale italiana in Istria e nel Quarnero.

Infatti, il ruolo e, soprattutto, le possibilità di sviluppo della Comunità nazionale italiana sono sempre stati indissolubilmente legati a quelle dei suoi mezzi di informazione o, meglio, alla capacità della minoranza di diventare “soggetto”, “e “gestore” di informazione in lingua italiana.

Oltre ad aver avuto l’onore di raccogliere l’eredità del giornalismo italiano di queste terre di confine, l’EDIT ha dovuto contestualmente “inventarsi” quale editore in grado di rivolgersi ad un gruppo umano che nasceva ex novo: quello degli Italiani dell’Istria e di Fiume quali minoranza.

E in uno scambio reciproco, l’EDIT e i suoi lettori hanno insegnato ed imparato ad essere minoranza.

Un’informazione “in” italiano, fatta “dagli” Italiani, “sugli” Italiani e, in primo luogo seppur non in maniera esclusiva, “per” gli Italiani di queste terre. Il quotidiano pubblicato dall’EDIT riprende il nome di un giornale fiumano di fine secolo. È la testata che vanta la più lunga pubblicazione ininterrotta del Fiumano e dell’Istria.

Il primo numero porta la data del 1944 ed era un modesto foglio ciclostilato nelle vicinanze di Fiume (Rijeka) mentre si stava ancora combattendo la guerra partigiana contro il nazifascismo. Da allora è il giornale che per decenni accompagna la minoranza italiana, prima in Jugoslavia, successivamente, a partire dai primi anni Novanta, in Croazia e Slovenia.